Sto sudando e non solo dal caldo improvviso. Ho appena comprato una cassa di un vino italiano di buona, buonissima qualita' (2 Bicchieri, coi bicchieri colorati!), e a prezzo basso basso (con sconto cassa a soli $8/bottiglia!). Ma esito ammettervi il nome e l'uvaggio di questo grande bargain. Perche' mi sento un po' fraudulente, partigiano degli autoctoni che sono.
E' composto di terzi: un terzo merlot, un terzo cabernet sauvignon, un terzo sangiovese.
Ah, l'avete indovinato? Si', e' il Vitiano 2004 di Falesco, premiato a 90 da Parker e i suoi cloni, dotato di quei 2 bicchieri, e cosi' gradevole! Un bravo vino d'ogni giorno, vitigni "importati" o no. Equilibrato, saporoso, con struttura e tannini morbidi mappure presenti. Insomma, ottimo con i nostri pasti 5 giorni su 7.
I Cotarella e la Falesco--tutto in gamba. Sola preoccupazione: se possono fare un vino di tanta qualita' a un prezzo onestissimo, cosa fanno tanti altri vignerons italiani? I prezzi sono spesso orribilmente ingiustificati. E' cosa di avarizia...o incompetenza in faccia alla competizione mondiale?


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