Mi dispiace ma ripubblico questo post perche', finalmente, il servizio scaricafoto funziona. Spero che goderete questi brani visivi di una parte molto fortunata della Grande Mela.
Da anni ho parlato di farlo. Ed oggi, finalmente, l’ho fatto.
-- E perché hai fatto qualcosa del genere? mi chiederesti. Sembra una sciocchezza, un guastatempo.
Per dire il vero, volevo farmi chiara la testa dopo alcune
serate di mangiabevi eccessivo. Come dice Bob Cratchit
nella Christmas Carol di Dickens, “We
were making rather merry, sir.” Non so come tradurre il bel senso, la delicatezza di questa frase. Suggestione di hangover, gueule de bois,
d’aver preso la sbornia, ma lietamente.
E faceva bello, brillava il sole e la mattina sorrideva
sui grattacieli. E mi piaceva andare
solitario, niente bisogno di parlare, di pensare al passo o ai desideri d’un
altro.
Alla via 105 ho scoperto la bellissima Conservatory, dove non mi ero mai fermato prima. Ho scattato molte foto con il telefonino. C’erano ancora le rose ed altri fiori.
Specimen roses
Alla 110 si è sull’orlo di Harlem ed è bellissimo.
Anche questo e' Harlem
Giù sul Central Park West, dove il traffico sussurra e le strade sono quasi deserte, ci sono palazzi residenziali, niente dei musei ed altre istituzioni che distinguono la parte della Quinta Strada (Museum Mile, ospedali, ecc.). C’è l’aria dabbene lì, e un’atmosfera che un amico californiano definisce “the people’s republic of smug” (la repubblika demokratika dei kompiaciuti). Non mi piace tanto il quartiere troppo tranquillo ma forse invidio quella gente che sembra tanto contenta.
Sotto
la 81 il carattere cambia e si vedono i musei,
grandi chiese e sinogoghe, scuole, ecc., culminando in una torre di
Trump
(ennesima), e al Columbus Circle si rientra nel cuore della città dei
turisti e
dei film. Non si poteva andare avanti
sulla 59 verso l’Est, colpa delle folli.
Mi dava fastidio
perché mi facevano male il piede destro. Ma comunque ho fotografato la
anatre di Phoebe, che mi hanno fatto sorridere. (Phoebe è la sorellina
di Holden Caulfield
nel mitico romanzo A Catcher in the Rye.)
(Sotto) Si, si, ci sono le anatre di Phoebe!
Sono contento d’averlo fatto. Finalmente. Sbornia sparita. Spirito restaurito.











Ciao Terry,
bello questo post, belle le parole e le immagini.
Ti aspettiamo per il Vinitaly.
Un abbraccio a te e a Ken.
Stefano
PS: Toibin and Martin still in the reading pipeline.
Posted by: Stefano Frega | December 01, 2006 at 04:17 PM
Non vedo l'ora di ritornare a Verona e vedervi. Grazie e saluti a tutti.
Posted by: Terry Hughes | December 02, 2006 at 12:30 PM