I produttori vinicoli d'Italia sognano di vendere i loro vini negli USA, un gran mercato ricco di piu' di 300 milioni di persone. Anche se una meta' della populazione americana non beve vino ci saranno 150 milioni che, si', bevono almeno ogni tanto. Una cifra che rappresenta tutte le populazioni d'Italia, Francia e Spagna insieme.
Ma "procedete con cautela" (proceed with caution) come ammonisce il cartello stradale.
Ho notato di recente che i prezzi di certi vini sono in discesa silenziosa. Un piacevole Greco di Tufo che costava $14-16 tre anni fa puoi trovare a $12. Una brava Falanghina che costava $16-18 trovi a $11-12. Un rosso sardo ch'era $14-15 e' qualche volta disponibile a $10-11. E questo durante il calo del dollaro.
I vini prestigiosi, credo, si vendono bene, all'eccezione (penso) dei grandi Baroli costosissimi -- vero, Gabrio? -- riflettendo la bifurcazione continua del mercato e della societa' americana.
Ammetto che New York sara' un caso particolare, una citta' dalla competizione spietata, dove buone e brave enoteche spuntano come funghi ogni due giorni o cosi' mi pare. E questa citta' e' una vera capitale d'italianismo all'estero, quindi scorrono qua migliaia di vini ad approvigionare i migliaia wine bar e ristoranti italiani oppure pseudo-italiani. Purtroppo l'appetito di New York non e' infinita. Neanche per il nettare di Bacco, e certamente per i vini della fascia $20-40.
Il mercato c'e'. Ma ripeto, non infinito.

E' sempre un piacere avere un osservatore come te a New York! In generale credo che più passa il tempo più la competizione per vendere vino in USA diventerà dura. Il che potrebbe influire sull'andamento dei prezzi. Parlando con alcuni piccoli produttori della mia zona mi accorgo anche io, infatti, che la maggioranza di loro dice di voler piazzare la propria bottiglia in America. Ma tra il dire e il fare ...c'è di mezzo il mare.
Posted by: Fabio Ingrosso | August 31, 2007 at 09:17 AM
Esatto, Fabio! E ce ne sono molti che non sono pronti a subirsi alle esigenze dure di questo mercato.
Posted by: Terry Hughes | August 31, 2007 at 09:57 AM
La mia esperienza e che con l'euro forte se si vuole vendere negli States bisogna lavorare sui prezzi, Il rischio e` che il vino si vende, ma poi non si rivende.
Altro problema da non sottovalutare e` il fatto che l'offerta almeno dall'Italia e` abbondante e di medio alta qualita` quindi c'e` gia una alta competizione all'origine che spinge il mercato dalla parte dei buyers che hanno piu possibilita` di scelta.
Buona Bevuta a Tutti
Posted by: Gabrio Tosti | August 31, 2007 at 03:11 PM