Sette giorni fa era possibile nuotare per l'aria spessa umida iniquata, le temperature verso 35 gradi. Pensavi solamente alla freschezza, a un vino leggero e bianco, freddo nel bicchiere da far sudare il vetro.
Invece ora: cielo grigio, vento freschissimo. Ogni tanto pioviggina. Si sente l'autunno. Tutto d'improvviso. E ormai da 4-5 giorni. E' arrivato settembre?
Se non fosse questo disconcertante, vedi le la notte cade subito, e l'alba arriva tardi, sempre di piu'. Gia' le ore di sole si sono diminuite un'ora e mezza, e l'anno galoppa verso la sua fine. Un po' deprimente per uno che ha varcato i sessant'anni, intimazione di mortalita', ecc., ecc., ecc. Purtroppo il simbolismo ti colpisce in faccia.
Boezio scrisse delle consolazioni di filosofia in carcere. Un mondo terminava e lo sapeva. Eppure una vita particolare.
Io sono molto meno filosofico e molto piu' pessimista del coraggioso Boezio. Quindi un vigliacco ordinario, uomo medio sensuale (come Leopold Bloom forse? Ah sempre la connessione italiana sebbene triestina). Penso alle consolazioni dei vini rossi, per cominciare leggeri poi diventando sempre piu' scuri e "masticabili," come direbbe Jancis Robinson. Masticabili come l'Amarone quando i venti cospirano a gelarti le ossa.
Il rosso di un tramonto caldo d'estate, concentrato nel calice delle sere sempre piu' lunghe, piu' fredde, un'anticipazione della risurrezione dell'anno e la speranza di una nuova annata di piccoli miracoli in vigna e cantina.
Salute.

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